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Body, mind and soul: tutt’uno nell’Islam

Body, mind and soul: tutt’uno nell’Islam

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Una delle peculiarità dell’Islam, probabilmente fra le meno rilevate da chi scruta – a vario titolo- il mondo islamico, consiste nella fusione, nella sfera personale di ciascun credente, delle componenti che invece la tradizione occidentale ha considerato a lungo separati ovvero  corpo  mente e anima, “body, mind and soul”, come dicono gli anglofoni. Infatti, l’importanza dei vari aspetti della corporeità è attestata dal suo coinvolgimento nei riti e nei tratti universali delle culture particolari dei Paesi islamici.

L’Islam è uno stile di vita completo, che oggi si potrebbe definire olistico. Del resto, lo stesso termine islam andrebbe meglio tradotto, più che con la consueta e fuorviante sottomissione, con quella più consona di accettazione, armonizzazione con la volontà del Creatore.

I musulmani devono prestar decisamente attenzione allo stato di salute del proprio corpo. A tal fine, possiamo notare come i movimenti eseguiti nella preghiera (lo stare eretti, l’inchino ruku e il prosternarsi, il sujud), ripetuti almeno 5 volte al giorno, assurgono a quegli esercizi di motilità che i medici consigliano a tutte le età. La postura e un altro elemento messo in risalto nella tradizione islamica: dal come accomodarsi di fronte al cibo, al come sedersi ascoltando il sermone del Venerdì.

Degli effetti benefici del digiuno durante il mese di Ramadan (è raccomandato anche di farlo periodicamente in vari giorni per il resto dell’anno), pochi al giorno d’oggi possono contestarne la validità. Il decreto divino di interdire la carne di maiale e i suoi derivati, cosi come evitare l’assunzione di bevande fermentate (alcol e superalcolici) sono considerati a livello salutistico dei risultati per il benessere non solo dell’individuo, ma anche socialmente assai positivi.

L’alimentazione Halal (lecita) che prevede la macellazione di rito degli animali e’ un altro esempio di come la dimensione religiosa nell’Islam non si debba limitare allo ‘spirito” ma investe l’alimentazione. Tuttavia “halal” non può essere solo una etichetta ; è un compito dei musulmani che si assumono la garanzia e la custodia del benessere degli altri consumatori musulmani,  verificare tutta la filiera della produzione col brand “halal” – e che purtroppo non e’ esente da frodi – dallo stato degli allevamenti, alle condizioni del trasporto fino alla immolazione e alla conservazione nel punto vendita. Come si apprende dal libro Tibb anNabi (la medicina del Profeta) halal wa tayyb, lecito e sano.( ma su tutti questi argomenti, inchallah, si ritornerà in questo blog)

La purificazione (wudu e ghusl) e la cura per l’igiene, fino al preciso dovere per i credenti di emanare un buon profumo, costituiscono i preziosi insegnamenti indicati nel Corano e nella Sunna; la raccolta dei detti e dei comportamenti del Profeta (su di lui pace e benedizione). La respirazione, ossia la buona respirazione è presa in esame in tutte le altre religioni, nell’islam, oltre a quanto sopra scritto, molti riti – fra cui quelli del Pellegrinaggio alla Mecca- implicano lo sforzo di ambulazioni (il camminare). L’essere umano su questo pianeta è il reggente per conto di Allah, il khalifa. Occorre la massima attenzione. La verità – al Haqq – è sopragiunta e al Batil, la sua falsa imitazione, non va da nessuna parte. Ciò che è menzogna non può che sparire. (Corano 17-81)

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