La tecnologia blockchain, opportunità per la finanza islamica (II e ultima parte)

09/10/2019 di Redazione

di Vasco Fronzoni

Blockchain e smart contracts

Un nuovo prodotto collegato alla tecnologia blockchain che può risultare appetibile al mondo della finanza islamica e al pubblico dei credenti è rappresentato dagli smart contracts. Questi contratti prevedono clausole contrattuali in protocolli informatici gestiti da software e sono detti intelligenti poiché si eseguono automaticamente, sulla base di determinate condizioni predeterminate dalle parti. L’automazione è gestita dalla blockchain ed essi rappresentano un notevole metodo per assicurare la shari’a compliance di un prodotto o di un servizio, consentendo l’integrazione nella blockchain di eventuali termini e condizioni negoziali di portata confessionale. A mero titolo di esempio, la shari’a, considera illecite le clausole contrattuali che producono un indebito arricchimento da parte di un contraente in danno di terzi. Così, nei contratti di finanziamento, è clausola illecita quella che prevede a carico del debitore inadempiente penali o interessi di mora. Attraverso la tecnologia Bms applicata ai contratti intelligenti vi sarà una automazione nell’applicazione delle clausole sharaitiche senza possibili sviamenti. Un risvolto pratico viene fornito dalla possibilità che hanno le banche islamiche di scongiurare il rapido aumento dei tassi di interesse veicolati nel sistema finanziario tradizionale, applicando queste forme contrattuali, che risultano utili anche a ridurre le incertezze e le speculazioni proprie delle contrattazioni delle banche tradizionali, poiché la catena assicura la rapida esecutività delle clausole sharaitiche immesse in sede di sottoscrizione. Il negozio risulta così perfettamente in linea con la regola coranica, che richiede la inequivocabilità dei contratti prevedendo la forma scritta per tutte le obbligazioni assunte: «O voi che credete, quando contraete un debito con scadenza precisa, mettetelo per iscritto; che uno scriba, tra di voi, lo metta per iscritto, secondo giustizia…» (Cor II, 282). Vi è infatti certezza dell’esecuzione degli obblighi contrattuali, visibili a tutti i partecipanti della rete, trasparenza delle obbligazioni in quanto preimpostate e quindi note a tutti, impossibilità di modificare o annullare il contratto in corso d’opera, superare la possibile diffidenza contrattuale per la controparte sostituendo la fiducia tradizionalmente riposta negli intermediari con quella riposta nel sistema di blockchain.

Blockchain e zakat

Un altro settore della finanza islamica che sta grandemente beneficiando della tecnologia Bms è costituito dalla zakat, in quanto fornisce trasparenza e certezza sulla raccolta, promozione e distribuzione dell’elemosina legale. Infatti, non sempre gli esattori della tassa, siano stati essi privati o fondazioni come ad esempio gli awqaf, hanno mostrato diligenza e rettitudine nel modo di amministrare il gettito della zakat e redistribuirlo alle 8 categorie di destinatari. Addirittura, in certi frangenti, i fondi donati inconsapevolmente dai credenti sono finiti nelle maglie del finanziamento terroristico.

A scongiurare ogni rischio, la blockchain rende il processo tracciabile, verificabile e immutabile, a beneficio della tenuta del sistema ed a pacificazione degli animi dei credenti, che donano nella consapevolezza che l’intenzione pia riceverà il giusto approdo. Ed infatti sono ormai molte le organizzazioni che utilizzano la tecnologia Bms per la zakat, soprattutto nel sud est asiatico, attivando i pagamenti in criptovalute, riconvertendole in danaro corrente e andando ad eseguire le attività di beneficenza, che potranno essere controllate da tutti. Ci sono anche enti che hanno sviluppato delle “app” per facilitare il pagamento, consentendo ai musulmani di selezionare la loro scuola giuridica di riferimento e l’iniziativa benefica che vogliono supportare con la donazione, ad esempio se per iniziative in campo idrico, sanitario, di istruzione ecc., con la possibilità di andare a verificare, a valle e nel tempo, la resa del progetto che si è scelto di appoggiare.

Blockchain e prodotti halal

Infine, la tecnologia blockchain risulta utile anche nel migliorare l’appetibilità e la apprezzabilità di prodotti halal, sia per il pubblico musulmano che per gli utenti non musulmani. Difatti, le caratteristiche di trasparenza e tracciabilità del prodotto, del quale si può perfino fornire la traccia genetica, costituiscono un appeal non di poco conto per aumentare la fiducia del consumatore nella catena di approvvigionamento dei prodotti; monitorando senza soluzione di continuità il percorso dei beni, dalla fonte al punto di vendita.

La blockchain risulta particolarmente utile nel settore alimentare halal, dove la fiducia è la chiave del successo di un prodotto, che deve presentare garanzie di qualità di gran lunga superiori alla media. Dagli agricoltori o allevatori e fino ai consumatori finali, ogni passo del processo di produzione, industriale o artigianale che sia, viene analizzato, ottimizzato, garantito e tracciato con trasparenza. Il disciplinare fornito consente agli utenti di avere contezza delle origini della merce e del controllo di qualità lungo l’intera catena di approvvigionamento, di trasformazione e di confezionamento.

È chiaramente percepibile come un sistema in grado di integrare i dati di tutte le parti interessate, quale la tecnologia Bms, può apportare grandi benefici al comparto alimentare halal, e non solo a quello.

(fine)

 

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